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martedì 10 settembre 2013

Le polemiche sui referendum...

Un po' di chiarezza sui referendum per la giustizia per i quali ci stiamo rendendo promotori della raccolta firme (gli interessati mi contattino: abbiamo fatto banchetti sabato sera e domanica mattina ma abbiamo ancora questa settimana di tempo per incrementare il numero di firme raccolte), approfittando di un recente articolo apparso su BuscateBlog.

Nell'articolo, facendo un po' della solita confusione, si scrive (le frasi in giallo sono loro): 
"La "giustizia giusta" per questi signori è quella che mette in galera i poveracci (il 39% dei detenuti è in attesa di sentenza definitiva!!!), mentre i potenti la devono fare sempre franca (anche se condannati)...",   e poi un paio di commenti del tipo:
 
"Ti devo rettificare: il 40% dei detenuti è in attesa di processo! Neanche hanno fatto il primo grado! Gente che non ha fatto niente e neanche sanno perché sono lì."

Beh Antonio, l'ordine dei numeri è quello e per dare un'idea si parla di più di 26.000 persone in carcere in attesa di giudizio (cioè ancora formalmente "innocenti"
 

Mi chiedo: ma prima di scrivere un'occhiatina ai quesiti referendari no? Se ne avessero preso visione avrebbero visto che uno dei quesiti proposti è esattamente relativo alla custodia cautelare cui si vuole dare un giro di vite. La custodia cautelare è quel provvedimento di carcerazione che precede processo/giudizio e dovrebbe essere applicata a soli casi eccezionali in cui vi sia rischio di inquinamento delle prove, fuga, etc. Attualmente dello strumento si abusa, e le statistiche dicono che il 50% di chi è in carcere per custodia cautelare risulta poi essere innocente! Parliamo di qualche migliaio di persone che vanno in carcere anche per parecchio tempo, senza che abbiano fatto nulla.
Da questa considerazione si può trarre spunto per introdurre un altro tema proposto nei referendum, molto delicato ma importante: la responsabilità civile dei magistrati. Chiaro che l'abuso di cui sopra è  in parte ascrivibile a superficialità e/o delirio di onnipotenza di alcuni magistrati, mi sembra quindi corretto pensare ad un deterrente che spinga i custodi della giustizia a rispettarne forma senso e procedura. Come? Non escludendo che delle azioni "allegre" intraprese si debba rispondere civilmente, cioè pagando eventualmente risarcimenti.
Rispetto al fatto che vi siano inoltre molti detenuti in attesa di processo in carcere, tema caro ai pierini di BuscateBlog, credo che valga la pena parlare di magistrati fuori ruolo, altro tema proposto dai referendum. Di cosa si tratta? Si tratta di centinaia di magistrati dislocati ai vertici della Pubblica Amministrazione, magari chiamati dalla politica, che sarebbe opportuno tornassero alle loro funzioni originarie, per smaltire l'enorme quantità di processi che si sono accumulati.
E che dire della separazione delle carriere? Non è un tema di lana caprina, è veramente un tema di giustizia giusta. Il fatto che i magistrati non siano vincolati a permanere nelle loro funzioni di giudici giudicanti da una parte, e magistrati inquirenti dall'altra, determina una commistione non logica tra chi deve decidere considerando senza pregiudizi le ragioni di accusa e difesa, e chi accusa. Attualmente giudicanti e inquirenti sono colleghi in tutto e per tutto, è questa garanzia di imparzialità?

A questo punto la domanda: alla luce di quanto sopra, chi ha scritto questo articolo non dovrebbe essere tra i promotori del referendum, invece che tra i suoi detrattori? Invece no, perchè non conta ciò che è giusto bensì di chi è la faccia del promotore, e allora i referendum non vanno bene se proposti dal PdL

La polemica per la polemica...questo è il livello cui alcuni vogliono rimanga ancorata la discussione a Buscate...


venerdì 6 settembre 2013

Promemoria: raccolta firme referendum giustizia giusta

Banchetti raccolta firme per sostenere i referendum sulla giustizia
Sabato dalle 17.30 alle 19 
e domenica dalle 9.00 alle 12.00
a Buscate in piazza S. Mauro

mercoledì 4 settembre 2013

Referendum giustizia: Banchetti raccolta firme sostegno

Banchetti raccolta firme per sostenere i referendum sulla giustizia
Sabato dalle 17.30 alle 19 
e domenica dalle 9.00 alle 12.00
a Buscate in piazza S. Mauro


I referendum, proposti dai radicali e sostenuti dal PdL, propongono quesiti su responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, custodia cautelare e magistrati fuori ruolo, argomenti molto importanti e di attualità.

Vi invito a venire numerosi ai banchetti e a pubblicizzare la notizia e a portare conoscenti e amici.
Non esitate a contattarmi in caso di necessità.

Di seguito il link per ottenere informazioni circa i quesiti referendari: http://www.referendumgiustiziagiusta.it/

sabato 31 agosto 2013

Info referendum Giustizia

Presto inizieremo anche a Buscate la raccolta firme per sostenere i referendum proposti dai radicali sulla giustizia giusta, in particolare quelli su responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, custodia cautelare e magistrati fuori ruolo.

Di seguito il link per informarvi, vi aggiorno sulle prossime iniziative in merito a Buscate, nel frattempo se qualcuno desidera già firmare mi contatti

http://www.referendumgiustiziagiusta.it/

mercoledì 18 gennaio 2012

Ministro Giustizia parla di situazione Giustizia in Italia

Quando le cose che riporto nel seguito del post erano dette dal Governo Berlusconi sortivano un altro effetto, vero? Non lo dico per polemizzare ma solo per insistere su un punto cui tengo particolarmente: spesso le opinioni e i giudizi non si esprimono "nel merito", ma sono viziati da partigianeria a priori che ostacola la ricerca di soluzioni, appiattendo il livello della discussione sull'appartenenza agli schieramenti.

Dall'audizione tenuta oggi alla Camera dal ministro Paola Severino
“Se è vero che la libertà personale può e deve essere limitata per tutelare la collettività, è parimenti incontestabile che una dilatazione eccessiva della durata del processo a carico di imputati o indagati detenuti pregiudica questo delicato equilibrio tra valori di rango costituzionale ed aumenta, talvolta in modo intollerabile, la sofferenza di chi, ad onta della presunzione di innocenza, è costretto ad attendere da recluso una sentenza che ne accerti la responsabilità, con la possibilità, non del tutto remota, che alla carcerazione preventiva segua una sentenza assolutoria”.

“Il quadro generale è infatti rappresentativo di una situazione che desta forti preoccupazioni sia in ordine all'enorme mole dell'arretrato da smaltire, che al 30 giugno 2011 è pari a quasi 9 milioni di processi, 5,5 milioni per il civile e 3,4 per il penale, sia con riferimento ai tempi medi di definizione, che nel civile sono pari a sette anni e tre mesi, cioè 2.645 giorni, e nel penale a quattro anni e nove mesi, 1.753 giorni. In sostanza, al di là di quello che dicono questi numeri totali, abbiamo circa un cittadino su sette, ma naturalmente se escludiamo i minori la media si alza di molto, che entra nel circuito della giustizia e ne esce dopo anni ed anni. Peraltro, nel settore civile l'inefficienza nella definizione dell'arretrato ha dato luogo a costose e talvolta paradossali conseguenze”.

“Il dato di maggiore rilievo mi pare, però, quello fornito nel 2011 dalla Banca d'Italia, secondo cui l'inefficienza della giustizia civile italiana può essere misurata in termini economici come pari all'1 per cento del PIL”.

“A chi studi normalmente questi problemi ciò non deve destare alcuna meraviglia: è chiaro che l'andamento dell'economia è fortemente influenzato dall'inefficienza della giustizia civile”.

“Nella categoria «enforcing contracts» del rapporto Doing Business del 2010 l'Italia si classifica al 157o posto su 183 Paesi censiti, con una durata stimata per il recupero del credito commerciale pari a 1.210 giorni, mentre in Germania ne bastano 394, si coglie la misura di quanto ciò incida negativamente sulle nostre imprese, segnando, anche sotto tale aspetto, una divaricazione di efficienza con i migliori sistemi dei Paesi dell'Unione europea, che frena, ineluttabilmente, le possibilità di sviluppo ed anche gli investimenti stranieri”.

“La durata del processo penale incide, infatti, anche sul numero dei procedimenti, in media 2.369 ogni anno, per ingiusta detenzione ed errore giudiziario e in ogni caso aggrava la misura dei pur doverosi risarcimenti a tale titolo erogati”.

“Nel solo 2011 lo Stato ha subito un esborso pari ad oltre 46 milioni di euro per risarcimenti legati a ingiusta detenzione ed errore giudiziario”.

“Edificazione di nuove carceri, ma anche manutenzione e migliore utilizzo di quelle esistenti, misure alternative alla detenzione, ma anche lavoro carcerario, deflazione giudiziaria attraverso la depenalizzazione dei reati bagatellari e non punibilità per irrilevanza del fatto, ma anche effettività della pena; tutti questi mezzi, collocati e collegati tra loro, potranno portare, poi, ad un'applicazione effettiva delle sanzioni oggi spesso minacciate, ma non applicate”.

“Nel 2010, 21.093 persone sono stato trattenute in carcere per un massimo di tre giorni” (nel senso che dopo tre giorni sono state subito rilasciate)

rif: http://www.ilfoglio.it/cerazade/2170